Inps e Inail, si preparano i commissari

Un ufficio dell’Inps

Un ufficio dell’Inps

L'obiettivo è quello di avere una governance non ostile in vista della gestione dei provvedimenti su quota 100 e reddito di cittadinanza.

"Il ministero del Lavoro non intende procedere con il commissariamento dell'Inps e dell'Inail".

Si va verso il commissariamento per Inps e Inail: secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier dovrebbe essere questa la strada per superare l'empasse della riforma della governance dei due enti.

Tito Boeri, presidente Inps ed economista della Bocconi, aveva in passato avuto diverse occasioni di scontro con lo stesso governo che lo aveva scelto (fu Renzi a metterlo a capo della previdenza), per poi continuare i suoi rapporti turbolenti anche con il nuovo esecutivo, in particolare con il vicepremier Matteo Salvini. Il numero uno dell'istituto per la previdenza, Tito Boeri, è in scadenza il prossimo 16 febbraio. Il ministro del Lavoro accusò una "manina" di aver truccato la relazione tecnica che prevedeva 8 mila posti in meno all'anno come effetto del provvedimento.

Se l'ipotesi fosse confermata, in attesa della nomina e dell'insediamento dei due cda, i due presidenti in carica di Inps e Inail decadrebbero, sostituiti da commissari per gestire la fase di transizione. Non è escluso che gli stessi commissari vengano nominati successivamente presidenti come già accaduto per l'Inps con Gian Paolo Sassi e Antonio Mastrapasqua. Sembra invece aver perso quota la candidatura di Alberto Brambilla, ex sottosegretario al Lavoro, consigliere della Lega e presidente del Centro studi Itinerari previdenziali. Anche all'interno dell'istituto ci sarebbero 4.500 dipendenti su 27mila pronti a ritirarsi proprio in virtù delle prerogative previste da quota 100.

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