Bankitalia: Di Maio, non è un attacco ma serve discontinuità

Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini a Rivisondoli

Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini a Rivisondoli

"Siamo qua perché chi doveva controllare non ha controllato, la Banca d'Italia e Consob andrebbero azzerati, e si offendono se cambiamo uno o due tizi". "Quello che stiamo dicendo sia su Consob sia su Bankitalia - ha osservato - non è un fronte che apriamo ma semplicemente un modo per mantenere una promessa agli italiani".

Lo ha assicurato il vicepremier Luigi Di Maio che oggi è, insieme al ministro dell'Interno Matteo Salvini e al governatore del Veneto Luca Zaia, al Palasport Palladio di Vicenza per l'assemblea annuale dell'associazione "Noi che credevamo nella BpVi", che raggruppa i risparmiatori "truffati" dalle Banche venete (Veneto Banche e Popolare di Vicenza).

"Chiediamo discontinuità e quindi non possiamo confermare le stesse persone che sono state nel direttorio di Bankitalia nel periodo in cui è successo quello per cui è oggi qui questa gente", ha confermato Di Maio.

Salvini allineato, Tria no Per una volta, i leader della maggioranza si ritrova unita su un tema politicamente assai delicato come i rapporti con via Nazionale.

"Abbiamo messo in legge di bilancio a dicembre i soldi, siamo al 9 di febbraio - ha poi assicurato Di Maio dal palco - e questa è la settimana in cui escono i decreti e si erogano i soldi". "Provare a guardare avanti mi sembra il minimo", ha detto Matteo Salvini. "Non mi sembra - ha concluso - siano stati molto efficaci in questa situazione di controllo".

L'indipendenza di Bankitalia "va difesa". La cifra, sulla cui entità esatta si sta ancora discutendo, potrebbe attestarsi sul miliardo e mezzo di euro ma allo stato, sia per quanto concerne la somma, sia per quanto concerne le eventuali modalità di accesso non ci sono certezze assolute. Ricordiamoci che esiste una autonomia della Banca d'Italia come è autonoma la Banca centrale europea. Non bisogna distrarre l'opinione pubblica con slogan ad effetto. Se non fai il mestiere per cui sei pagato paghi civilmente, penalmente e fino in fondo - ha ammonito - qualcuno sbaglia e non si sa mai chi è stato e così non paga nessuno. C'è da essere pessimisti sottolinea Letta in un'intervista a Repubblica. Ma non c'è solo lui.

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