Diabete, è rivoluzione: con una pillola l'iniezione si "ingoierà"

In test le prime iniezioni ingoiabili: la pillola libera microaghi nello stomaco

Le prime iniezioni ingoiabili - FOTO E VIDEO - Biotech

Progettata negli Stati Uniti, fra Massachusetts Institute of Technology (Mit) e Università di Harvard, al momento la Soma (self-orienting millimeter-scale applicator) è stata testata su maiali e cani, ma gli scienziati del Mit sperano di iniziare i test sugli esseri umani entro tre anni. Ispirato al guscio della tartaruga leopardo - una testuggine africana che grazie a una particolare forma del carapace riesce a raddrizzarsi da sola quando si ribalta sul dorso - il device è capace di auto-orientarsi: indipendentemente da come 'atterrà nello stomaco (dopo aver resistito a condizioni estreme di temperatura e acidità), è in grado di indirizzarsi alla parete dell'organo e soltanto lì praticherà la sua iniezione. Nei test sugli animali, i ricercatori hanno dimostrato che potevano fornire abbastanza insulina per abbassare lo zucchero nel sangue a livelli paragonabili a quelli prodotti da iniezioni somministrate attraverso la pelle.

Giovanni Traverso, assistente professore presso il Brigham and Women's Hospital, Harvard Medical School, e visiting scientist nel Dipartimento di ingegneria meccanica del MIT, dove è iscritto come membro della facoltà nel 2019, è anche un autore senior dello studio. La difficoltà è nel riuscire a renderle resistenti a un ambiente acido come quello dello stomaco. Il risultato è l'ultima frontiera nella somministrazione dell'insulina, per la quale si cercano alternative alle iniezioni da quasi un secolo, ma secondo Traverso la stessa tecnologia potrà essere utilizzata in futuro per altri farmaci. "Consideriamo questo risultato una prova della fattibilità della tecnica e adesso - ha osservato - si apre un panorama molto ampio".

Terza fase: somministrazione del farmaco.

Nella prima la capsula sfrutta la sua forma, ispirata alla corazza delle tartarughe, per restare in equilibrio in modo da mantenere la posizione verticale che le permette di far fuoriuscire gli aghi contro la parete dello stomaco. Poi vengono spinti in fuori gli aghi, bloccati fino a quel momento da una struttura di vetro-zucchero dalla forma di un disco, fissata in modo da tenere fermo il meccanismo che trattiene gli aghi e sensibile all'umidità. Quando il vetro-zucchero comincia a sciogliersi, gli aghi vengono liberati.

Presentata sulla rivista Science, si tratta di una capsula che può essere ingoiata, sviluppata da Alex Abramson e Robert Langer del MIT.

Tutti i materiali da cui sono composte le iniezioni ingoiabili sono biodegradabili, addirittura gli aghi sono realizzati con insulina liofilizzata combinata ad ossido di etilene, un materiale già utilizzato in numerosi farmaci.

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