Impiantata prima mano robotica permanente al mondo

Ecco il primo impianto permanente al mondo di mano robotica: è realizzato a Pisa

Primo impianto al mondo di mano robotica sensoriale “per tutti i giorni”: record italiano

Alla donna sono stati innestati impianti in titanio nelle due ossa dell'avambraccio, quindi nel radio e nell'ulna, con la tecnica dell'osteointegrazione combinata alle interfacce muscolari. Una prima assoluta a livello mondiale: l'intervento è stato eseguito su una donna di 45 anni, a cui è stata impiantata una mano robotica costruita dal progetto europeo DeTOP, guidato da un italiano. Il nuovo impianto infatti permette, grazie a sedici elettrodi inseriti nei muscoli residui, si ottenere informazioni per poter controllare più efficacemente la mano robotica.

La paziente svedese. La grande novità di questa tecnologia, sviluppata all'interno del progetto DeTOP, è che è la prima ad essere sfruttabile nella vita di tutti i giorni ridonando alla paziente non solo l'utilizzo della mano per afferrare oggetti, ma anche per 'sentirli'.

L'intervento chirurgico è stato eseguito a Gothenburg, nello Sahlgrenska University Hospital, dai chirurghi Richard Brnemark e Paolo Sassu. Il nuovo impianto è stato sviluppato in Svezia dal team guidato da Max Ortiz Catalan presso Integrum, l'azienda che per prima ha realizzato una protesi artificiale usando la tecnica dell'osteointegrazione, in collaborazione con la Chalmers University of Technology. La mano robotica è stata realizzata dalla Scuola Superiore Sant'Anna e da Prensilia, spinoff dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Sant'Anna, nell'ambito del progetto DeTOP (Dexterous transradial osseointegrated with neural control and sensory feedback), finanziato dalla Commissione europea all'interno del programma Horizon 2020.

La vera svolta sta nell'essere riusciti a innestare un impianto di questo tipo in una amputazione transradiale (cioè, sotto il gomito). Grazie ai 16 elettrodi impiantati nei nervi la donna recupererà le sensazioni tattili. Si ritiene che nelle prossime settimane potrà tornare a casa e usare quotidianamente la nuova mano. L'intervento è perfettamente riuscito ed i ricercatori stanno già vagliando la possibilità di effettuarne altri due, di cui uno in Italia ed uno in Svezia. Per ora la paziente, una donna svedese, sta seguendo un programma di riabilitazione che le permetterà di riacquistare la forza nei muscoli dell'avambraccio, che si erano indeboliti in seguito all'amputazione, e sta imparando a controllare la stessa mano robotica. "Grazie a questa interfaccia uomo-macchina così accurata - osserva Cipriani - e grazie alla destrezza e al grado di sensibilità della mano artificiale, ci aspettiamo che nel giro dei prossimi mesi la donna riacquisisca funzionalità motorie e percettive molto simili a quelle di una mano naturale". Al progetto partecipano anche le università svedesi di Lund e Goteborg, quella britannica dell'Essex, il Centro svizzero per l'Elettronica e la microtecnologia, l'Università Campus Bio-Medico di Roma, il Centro Protesi dell'Inail e l'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.

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