Primo ok Senato a ddl riduzione parlamentari

Immagine di copertina

Taglio numero parlamentari, il Senato approva il ddl: contrari PD e LeU

Il testo passa ora alla Camera. Tra le pagine poi c'è spazio anche per l'immancabile CNEL, mentre si è perso traccia del vincolo di mandato per i parlamentari eletti.

Dure le opposizioni nei confronti del provvedimento, in modo particolare il PD che definisce questo gesto come l'inizio della fine della democrazia rappresentativa.

Il Senato ha approvato, in prima lettura, il disegno di legge in materia di riforma della Costituzione che riduce il numero dei parlamentari: i deputati passerebbero dai 630 attuali a 400 (di cui 8 eletti all'estero), così come i senatori da 315 a 200 (4 all'estero). Il M5S prevede un risparmio di 500 milioni di euro a legislatura.

"Noi siamo sempre stati favorevoli, e lo siamo ancora oggi, ad una riduzione del numero dei parlamentari".

Per il ministro per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro "oggi è una giornata storica". Dopo il via libera da entrambi i rami del Parlamento, ci sarà una "pausa tecnica" di almeno tre mesi, dopo di che la legge deve essere nuovamente riapprovata da Camera e Senato: se l'approvazione arriva con la maggioranza dei 2/3, sia della Camera dei Deputati che del Senato della Repubblica, allora la legge potrà essere promulgata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Abbiamo posato la prima pietra per un Parlamento nuovo, più efficiente e con meno costi, in grado di rappresentare al meglio le istanze dei cittadini". "Collegatevi che festeggiamo insieme!".

Il centrosinistra prova a smorzare gli entusiasmi della maggioranza gialloverde, rilanciando la battaglia per il superamento del bicameralismo perfetto. "Che dicono Lega e Cinque Stelle?". "Non è il taglio delle poltrone, ma rischia di essere il taglio della democrazia". Nonostante i toni trionfalistici della maggioranza, il percorso della riforma costituzionale appare lungo e irto di ostacoli.

Nel dibattito generale di Palazzo Madama molti senatori hanno votato rispondendo espressamente alle consegne di partito, disattendendo l'articolo 67 della costituzione, altri hanno esposto le ragioni che differenziano i parlamentari eletti nel territorio nazionale da quelli residenti nella circoscrizione estero.

Dario Parrini, il capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali, ha spiegato che il suo partito si oppone "a un disegno antiparlamentare".

Altre Notizie