Reddito e quota 100, pioggia di emendamenti

Contributi figurativi per Quota 100 Inps

Quota 100: cosa cambia e a chi conviene maggiormente

La riforma delle pensioni è una delle novità più importanti inserite nella nuova manovra voluta dal governo con la quota 100. È questo il giudizio finale emerso dall'analisi effettuata dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali curata dal Prof.

In primis viene sottolineata l'inopportuna finestra temporale nella quale si applicherà Quota 100: inopportuna sia nel metodo che nel merito. Nel dettaglio si chiede che la pensione di cittadinanza vada anche a nuclei con persone con meno di 67 anni se sono "in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza" e che il parametro della scala di equivalenza, comunque più ampia di quanto previsto dal decretone, sia incrementato di uno 0,1 per ciascun componente del nucleo familiare "con disabilità grave o non autosufficiente".

La riforma pensioni, che introdurrà la possibilità di uscire dal lavoro prima rispetto a quanto previsto con la riforma Fornero, potrebbe avere dei costi proibitivi. A ciò, si aggiunga l'effetto collaterale dell'ingente flusso di domande che perverranno all'INPS, mettendo in difficoltà il sistema di erogazione delle prestazioni. Il divieto vale anche per eventuali redditi da lavoro maturati all'estero dopo la quiescenza.

Per questa specifica situazione le tempistiche variano a seconda che si tratta di dipendenti pubblici o di lavoratori del settore privato. Le proposte di modifica ai 29 articoli del provvedimento su reddito e pensioni, per la precisione 1.570, sono state presentate nella Commissione Lavoro del Senato, che le esaminerà in vista dell'arrivo del testo in Aula previsto per martedì 19 febbraio.

Tuttavia, i soggetti maggiormente penalizzati saranno i giovani e le donne.

In questo contesto va notato che il DL 4/2019, pur bloccando l'aspettativa di vita per le pensioni anticipate, non ha superato la reversione dei coefficienti di trasformazione del calcolo contributivo della pensione.

Infine, un appunto negativo anche sui fondi esuberi e di solidarietà bilaterali, poiché "il Decreto ha perso l'occasione per una vera razionalizzazione dell'intero sistema della bilateralità". L'idea del governo trapelata finora è quella di intervenire con un emendamento non per concedere una nuova salvaguardia (sarebbe la nona) ma per consentire a chi è rimasto nel limbo di utilizzare i nuovi strumenti per l'uscita anticipata, quota 100, ape social, opzione donna o l'uscita raggiunti i 42 anni e 10 mesi di contributi a prescindere dall'età anagrafica.

Altre Notizie