All'Italia il primato delle morti da resistenza agli antibiotici

Cellula di antibiotico al microscopio

Antibioticoresistenza è allarme

Con oltre 10mila decessi all'anno l'Italia detiene il poco invidiabile primato delle morti da resistenza agli antibiotici.

Un terzo delle vittime europee da superbatteri resistenti ai farmaci si registra in Italia.

Sarà presentata a Milano, nel VII Congresso Internazionale AMIT - Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali, il 14-15 marzo, l'indagine sul primato italiano delle morti da resistenza agli antibiotici. Solo in Italia, i contagi ospedalieri sono tra i 450.000 e i 700.000 ogni anno su circa 9 milioni di ricoveri. "Attualmente qualunque tipo di infezione, dalle più banali come semplici infezioni cutanee o urinarie, a infezioni gravi quali polmoniti e sepsi, può essere causato da batteri antibiotico-resistenti". Il tema è in cima alle agende delle istituzioni di tutto il mondo - dai Cdc negli Usa agli Ecdc e all'Efsa in Europa, dall'Ocse all'Oms i cui dati diffusi in febbraio (ritenuti parziali e relativi a 22 nazioni) stimano in 500 mila le persone che hanno avuto infezioni da batteri che hanno sviluppato un'antibiotico-resistenza - e tutte hanno elaborato algoritmi e linee guida per la gestione di "numeri sconvolgenti", li definiscono gli esperti. "I batteri non conoscono frontiere e le stesse resistenze che si trovano in Europa o negli Stati Uniti si possono evidenziare in villaggi sperduti in Africa ed in America Latina come anche il report dell'OMS dimostra chiaramente" come dichiarato da Marco Tinelli, presidente del Congresso AMIT insieme a Massimo Galli, rispettivamente componente del Consiglio Nazionale e presidente della SIMIT - Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. Le persone più colpite sono soprattutto gli anziani e i bambini nei primi mesi di vita.

Il congresso Amit, due giorni di approfondimento su batteri, patologie infettive e nuovi rimedi, con oltre trecento specialisti provenienti da tutta Italia e dall'estero, sarà un'occasione per fare il punto della situazione a livello internazionale. A questi si aggiunge il fatto dello scarso igiene per le mani e l'abuso di antibiotici (anche nel mondo animale). Un altro fattore che influisce sulla diffusione della farmaco-resistenza, meno controllabile, è l'eccessivo utilizzo degli antibiotici negli allevamenti animali per la prevenzione delle infezioni. Di queste infezioni il 63% risultano correlate all'assistenza sanitaria e sociosanitaria.

Tra le cause principali dell'antibiotico-resistenza vi è sicuramente la scarsa tendenza a lavarsi frequentemente le mani. Questa è particolarmente rilevante in Italia, dove l'uso delle soluzioni alcoliche usate come detergenti risulta essere tra i più bassi nella Unione Europea secondo un report dell'ECDC. Il problema è che le deiezioni animali sono portatrici di batteri farmaco-resistenti che si diffondono nel territorio circostante e anche nelle falde acquifere, nei fiumi e laghi.

Altre Notizie