Andria: nel nome di Zingaretti per un nuovo PD rinnovato e unitario

Nicola Zingaretti Presidente della Regione Lazio

Nicola Zingaretti

Stava per avere inizio il percorso congressuale al quale ho contribuito in sede locale promuovendo incontri e iniziative di approfondimento e di sensibilizzazione, chiedendo un supplemento di fiducia nel PD e guardando alle Primarie di domenica 3 marzo per l'elezione del Segretario nazionale e dei Segretari regionali come a un'occasione di rigenerazione del Partito, di rilancio della sua idea fondativa. Anche il simbolo del partito con Zingaretti si è rafforzato: alle europee il 60% di coloro che votano il centrosinistra afferma che il partito dovrà presentarsi con il proprio simbolo mentre sono scarsi coloro che negano la validità del simbolo all'interno del partito, uno striminzito 25%, meno della metà di coloro che affermano che il simbolo deve essere mantenuto.

Non sono pochi i vari punti che il nuovo segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti si appresta ad affrontare. Ieri loro ce lo hanno ricordato.

"È stata criticata dai soliti quotidiani la parte dello Statuto del Comitato che prevede il versamento a favore di Rousseau dell'eventuale 'avanzo' in caso di scioglimento del Comitato stesso" ma "non viene detto è che è la Legge ad imporre che la destinazione di eventuali avanzi di gestione venga inserita nello Statuto ma soprattutto che è previsto un voto degli iscritti anche per individuarne la destinazione finale" hanno sottolineato i pentastellati.

Altrettanto vale per gli Organismi regionali.

La mia scelta per il candidato alla Segreteria regionale è stata diversa da quella dei più, e tuttavia condivisa e accompagnata con impegno da tanti amiche e amici nel territorio provinciale: completate nelle ultime ore le necessarie verifiche, Umberto Del Basso de Caro è risultato 2* dei tre candidati in Campania, conseguendo nei tre Collegi del Salernitano 6 eletti in Assemblea regionale: 4 a Sud, 1 a Salerno/Cava/Costiera, 1 nell'Agro Nocerino Sarnese: Etta Pinto, Alessio Cairone, Angelina Rufrano, Adolfo Lavorgna; Gianluca Mansi; Michele Calabrese.

Non sembra. Se dalle parole si passa ai fatti, ecco che subito la rivoluzione di Zingaretti si scolora fino a cambiare aspetto, tanto da essere più interpretabile come restaurazione.

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