Immatricolazioni auto: in calo a febbraio per l'Europa

Auto il mercato rallenta a febbraio immatricolazioni in calo dello 0,9

Fca: a febbraio in Ue molto bene vendite Jeep, record per Lancia

Se si considera il bimestre gennaio-febbraio, il gruppo coreano torna davanti ad Fca, dunque c'è da scommettere che il 2019 riserverà un appassionate testa a testa tra due costruttori che in passato hanno perfino parlato di alleanze e strategie comuni. A segnalare la tendenza sono i dati diffusi da ACEA, che riguardano i Paesi dell'Unione europea allargata e dell'EFTA1. Nel dettaglio, il mese passato è stato archiviato dal gruppo guidato da Mike Manley con le registrazioni nell'area Ue+Efta che sono scese del 5,2% a 80.213 vetture, in un mercato in flessione dello 0,9%. Nei primi due mesi del 2019 le immatricolazioni complessive sono state 2.374.963, con una flessione del 2,9% sull'analogo periodo dell'anno scorso. La quota del gruppo italoamericano è stata del 7%, "in rialzo rispetto a gennaio (5,9%)". Nei primi due mesi dell'anno le consegne di Fiat Chrysler Automobiles sono state 153 mila con un calo del 10 per cento rispetto allo scorso anno.

In febbraio il marchio Jeep immatricola quasi 16.300 vetture, il 35,5% in più rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Il brand ha ottenuto risultati sensibilmente migliori alla media del mercato in quasi tutti i principali Paesi: +37,6% in Italia, +15% in Germania, +10,5% nel Regno Unito e addirittura +90% in Spagna. Altri due record per Lancia: anche in febbraio è il brand che in assoluto aumenta di più le vendite (+38,4%) mentre Ypsilon nei primi due mesi 2019 incrementa le registrazioni del 47,1%. I suoi modelli "chiudono febbraio con forti aumenti delle immatricolazioni: Wrangler +170,2%, Cherokee +121,8%, Compass +33,4%, Grand Cherokee +30,7%, Renegade +27,2%". Ancora una volta Fiat Panda "domina il segmento A (con il 17,1% di quota) e aumenta le immatricolazioni del 21,2% rispetto a un anno fa".

Lo stallo delle immatricolazioni non è certo grave perché inferiore all'1%, ma accende comunque una preoccupazione visto che interessa più della metà dei 31 mercati nazionali.

"Dato il grande impegno di tutte le case per l'auto elettrica - spiega Quagliano di Csp - il mercato europeo pare sulla soglia di una transizione epocale dalle alimentazioni tradizionali a quelle verdi, ma sembra essere entrato in una situazione di stallo".

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