Parkinson, dalla Scuola Sant’Anna un guanto hi-tech per giocare d’anticipo

Diagnosi precoce del Parkinson grazie ai guanti hi-tech della Sant'Anna

Diagnosticare il Parkinson anni prima che si manifesti: lo studio del Sant'Anna

Maremmani, è così possibile infine "valutare e scoprire le minime alterazioni motorie non visibili ad occhio nudo", arrivando alla diagnosi di malattia di Parkinson preclinica: "Questo risultato e questo tipo di approccio permetterà tra non molto di iniziare veramente in modo precoce terapie neuroprotettive ed anche nuovi farmaci attualmente in fase di studio". Il SensHand V1, questo il nome del "super guanto", è stato messo a punto da ricercatori del The BioRobotics Institute presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, in collaborazione con i colleghi dell'U.O.

Diagnosticare precocemente il Parkinson attraverso un metodo non invasivo che, grazie a sensori indossabili come un guanto e tecnologie di intelligenza artificiale, può individuare l'insorgere della malattia fino a 5-7 anni prima. Pubblicata sulla rivista Parkinsonism & Related Disorders, la ricerca è stata condotta con l'Ospedale delle Apuane di Massa e Carrara. La malattia di Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa al mondo, che colpisce l'1 per cento della popolazione over 65.

Il dispositivo, chiamato SensHand, ha come funzione quella di rilevare, misurare e analizzare i movimenti delle braccia, individuando eventuali spie precoci di tremore, di rigidità muscolare e di rallentamento dei movimenti, tipici della malattia.

Tuttavia, è spiegato dai ricercatori, "questi sintomi compaiono in modo evidente solo dopo vari anni che il processo neurodegenerativo ha già avuto inizio nel sistema nervoso, portando a un notevole ritardo nella cura della malattia". "Sebbene la diagnosi sul Parkinson sia fortemente orientata alla valutazione dei sintomi motori, l'interesse verso i sintomi non motori sta sostanzialmente aumentando" ha osservato Cavallo mentre per Erika Rovini, dell'Istituto di BioRobotica, la nuova tecnologie "pone le basi per approfondire e promuovere l'utilizzo di sensori indossabili non invasivi e a basso costo". Tra i sintomi non motori, uno dei più importanti è la riduzione dell'olfatto, ovvero la iposmia idiopatica, elevato tra i fattori di rischio per lo sviluppo del Parkinson entro 5 anni. Secondo dati della piattaforma Parkinson Italia, in cui confluiscono molte delle associazioni dedicate alla malattia, nel nostro Paese ci sono circa 300.000 persone affette dal morbo, con costi sociali altissimi. Sperimentato su 90 persone (30 individui sani, 30 con iposmia idiopatica e 30 con Parkinson), il dispositivo SensHand ha dimostrato che, combinando le informazioni acquisite con i sensori a un test dell'olfatto è possibile identificare i segni precoci della malattia.

Il dispositivo indossabile sviluppato dall'Istituto di BioRobotica, attraverso tecnologie mHealt e ICT, mira a proprio ad abbattere la latenza di tempo tra l'inizio della malattia nel sistema nervoso e l'evidenza clinica dei primi sintomi motori.

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