Tumore al seno, rischio metastasi: trovati i geni

Tumore al seno, identificati geni che predicono il rischio metastasi

Cancro al seno, scoperti i geni che «prevedono» il rischio di metastasi

Nello specifico, è stato identificato un insieme di geni che sarebbero in grade di "prevedere" il rischio di metastasi nel tumore al seno. Gli studi approfonditi hanno fatto emergere una serie di geni, presenti in alcune neoplasie del seno, che avrebbero la potenzialità di valutare il carico di staminali tumorali presenti e proiettare il rischio di trasformarsi in metastasi a lunga distanza.

Verrebbero così superati i limiti degli attuali parametri, che non sempre sono accurati nel predire il reale rischio di metastasi, poiché guardano alle caratteristiche dell'intera massa tumorale, come il profilo ormonale o il livello di proliferazione, invece che alla sottopopolazione di cellule staminali tumorali che si nasconde dentro i tumori.

Si tratterebbe di una vera e propria 'firma molecolare', come la chiamano i ricercatori, in grado di predire il rischio di sviluppare metastasi in ogni singola paziente ed interagire con la malattia con terapie personalizzate. Ancora in via di sviluppo, si stanno conducendo studi di convalidazione dell'efficacia clinica della firma molecolare utilizzando gruppi di pazienti arruolate negli studi clinici a livello internazionale.

Questa scoperta arriva pochi giorni dopo un'altra buona notizia: l'Inps ha infatti deciso di riconoscere l'invalidità per la mastectomia preventiva. Possono, cioè, segnalare per tempo l'insorgenza di complicanze successive.

"La firma molecolare staminale che abbiamo sviluppato - spiega Salvatore Pece, vice-direttore del Programma di Nuovi Diagnostici dell'Istituto Europeo di Oncologia e professore di Patologia Generale all'Università degli Studi di Milano - è in grado di misurare il rischio di metastasi in tumori mammari molto differenti tra loro, come nel caso dei tumori luminali e triplo-negativi". Si tratta di una firma molecolare costituita da geni espressi in alcuni tipi di cancro alla mammella. I risultati sono stati pubblicati oggi su EBiomedicine del Gruppo Lancet.

"Abbiamo analizzato più di 2.000 pazienti con tumore del seno seguite per circa 15 anni nel loro decorso clinico all'IEO - continua Paolo Veronesi, direttoredelprogrammadiSenologiadell'IstitutoEuropeodiOncologiaeProfessorediChirurgiaGeneraleall'UniversitàdegliStudidiMilano".

"Ora stiamo programmando studi clinici per dimostrare che le pazienti a basso rischio di recidiva possono essere trattate con approcci terapeutici più conservativi e meno aggressivi, con l'obiettivo di una terapia personalizzata basata sul grado di staminalità misurata con la nostra firma molecolare". Ma non intendiamo fermarci al valore predittivo prognostico della nostra firma. I FARMACI Ora, il passo successivo è quello di identificare i farmaci. Questo dipende sia dal numero, sia dall'aggressività biologica delle cellule staminali del cancro.

Altre Notizie